Dopo 16 anni di continue prove su di un’ampia varietà di arbusti ed alberi, la restrizione di 3mm della radice è stata comprovata come la più adatta per bloccare i vasi floematici nella parte dello strato di cambio più esterna della radice, mentre consente ai vasi xylematici vicino al centro della radice di continuare a funzionare fuori dai Fielders.
L’immediato vantaggio di questo continuo ciclo di restringimento della radice a 3mm è la riduzione della dominanza apicale, che porta ad avere con l’utilizzo dei Fielders una notevole crescita di una vigorosa massa laterale di radici all’interno del contenitore.
Le radici fuori dai Superoots Fielders, 3mm nel punto di restringimento, diventano limitate in lunghezza, ma continuano ad assorbire acqua e nutrienti, lungo i vasi xylematici centrali.
Le radici all’interno dei Superoots Fielders si accrescono e formano dei noduli ricchi di energia (vedi foto) dato che i carboidrati muovono giù dalla corona nei vasi floematici dentro il sistema radicale, che è bloccato dal Fielder.
Il beneficio di questi noduli carichi di amidi è dato dal fatto che questa sorgente di energia subito pronta favorisce un pressoché immediato sviluppo di radici dietro ciascuno di essi dopo il trapianto.
Ogni radice che fuoriesce, dove il tessuto non le avesse sufficientemente ristrette, diviene dominante. Il floema non viene bloccato, così l’energia si perde in questa radice e nella zolla si forma una ramificazione considerevolmente inferiore. Questo dato dà importanza alla necessità di utilizzare un Superoots Fielder, fatto di tessuto specificatamente concepito per restringere le radici, piuttosto che sacchi di controllo radicale di qualità inferiore fatti di tessuto di tipo ingegneristico. Questi ultimi restringono alcune radici, ma non sono abbastanza consistenti e consentono a troppe radici di sfuggire al controllo di restringimento.
Negli anni abbiamo verificato che i Superoots Fielders non rendono al meglio solamente su un numero ristrettissimo di specie. Queste includono alcune varietà con radici larghe e. carnose come la Magnolia Grandiflora, e altre con radici molto fini nei primi stadi di sviluppo, tra le quali la Quercus Virginiana. Anche il suolo locale e le condizioni climatiche condizionano inevitabilmente le prestazioni del Fielder e devono essere attentamente tenuti in considerazione.
Saremo lieti di discutere queste osservazioni e le varie problematiche con i vivaisti e lavoriamo attivamente per sviluppare nuovi tessuti, che funzionino ottimamente anche per le specie con i problemi identificati.
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